mercoledì 26 ottobre 2011

Dicono che Beeeeeeeeep è cattivo...

È senz’altro difficile formare una band, scrivere musica, girovagare per locali con la speranza che prima o poi qualcuno ti ascolti, scrivere canzoni e allo stesso tempo pensare che queste debbano sfuggire alle grinfie di coloro che sono in alto, ma se pronunci il nome SUO invano … beh allora te la vai proprio a cercare. E non importa che tu sia una stella del rock, un cantautore di fama nazionale  o un gruppo di tante belle speranze come Le Strisce.
Davanti a lui siamo tutti uguali.
Non parliamo di esperienze mistiche o paranormali ma semplicemente di censura. Tutto qui. Solo ed esclusivamente censura.
Il tema si ripropone e affrontarlo di volta in volta diventa sempre più complicato perché sempre più sfuggente e anomalo. Se certe cose non te le dicono, non le verrai mai a sapere. Ma per fortuna mi sono trovato al posto giusto, al momento giusto.
Di cosa si possa parlare dopo un concerto è di facile immaginazione e parlando di performance, di live, di tour e di canzoni alla radio è uscita così, quasi come una cosa normale, la parolina magica: censura.
L’ultimo singolo delle Strisce “lasciare tutto andare” del secondo album Pazzi e poeti, andato on air nelle radio locali e nazionali ha subito una “piccolissima” censura. Piccolissima perché la censura riguarda una sola parola: Berlusconi.
La canzone che sembra racchiudere in poche righe l’essenza della società italiana, ha avuto l’onore di essere presa di mira dai censori.
Il tutto a causa di una frase che apparentemente non sembra destare grande clamore: … Dicono che Berlusconi è cattivo, ditelo ai preti che è come un bambino ….
Ora, sinceramente, voi che leggete, cosa ci trovate di così infamante da essere censurato?
Francamente io non ci trovo niente di strano. Solo un pensiero che accomuna migliaia d’italiani. Tutto qui.
Le Strisce si accodano alla lunga lista di artisti censurati come Fabrizio De Andrè per la celeberrima  “Bocca di Rosa” che in una frase in particolare dice: “… Spesso gli sbirri e i Carabinieri al loro dovere vengono meno, ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno" e diventò: "Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i Carabinieri, ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri"  o come Giorgio Gaber che nel 1980 Venne fuori con il brano “Io se fossi Dio” quasi clandestino! Anche i 99 Posse hanno assaggiato la censura con il brano “L’anguilla” alla fine degli anni 90.
Le Strisce, a differenza di tanti loro colleghi, che hanno fatto “solo” palesi accenni ai potenti di turno senza mai fare nomi, tra gli ultimi il vincitore dell’ultima edizione di Sanremo, Vecchioni, con la frase … per il bastardo che sta sempre al sole … tratta dalla canzone “Chiamami ancora amore”, hanno avuto il “torto” di essere troppo espliciti.
 Ma se tanto mi da tanto allora cosa dovrebbe dire il vicino di casa di Davide (cantante)? (leggetevi il testo del brano “Are you ok” tratto dall’album “Torna ricco e famoso” anno:2010)
E qui l’accusa è molto ma molto pesante!!
Purtroppo non sono riuscito a recuperare il brano censurato ma comunque potete ascoltarlo NON CENSURATO qui sotto!

video

p.s.: mentre ultimavo la stesura di questo articolo il sito del fatto quotidiano ha pubblicato questo video. Indovinate un po’ di cosa si tratta? … tira aria di censura!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/25/venditti-dedica-un-brano-a-berlusconi/166260/#.TqblmKCJBkw.facebook

venerdì 7 ottobre 2011

intercettarsi un pò!

Mentre l'Europa fa conti su conti e cerca di tirare avanti, mentre la Grecia sprofonda ogni giorno di più, mentre la popolazione americana protesta contro i furfanti di Wall street e mentre gli studenti italiani cercano di far capire al governo che è ora di andare a casa, i nostri politici hanno altro a cui pensare.
In particolare, balzano agli onori della cronaca i Ministri Bossi e Gelmini.
Il primo nonostante abbia giurato fedeltà alla repubblica italiana pensa bene di predicare la secessione, di imbracciare i fucili e di fare un po' di casino ricordando, qualora ce ne fosse bisogno, che è stufo di dover sopportare il peso del meridione e mentre quei simpaticoni di telepadania inviano video-messaggi al sindaco di Napoli De Magistris su come fare la raccolta differenziata, dimenticando però, che i rifiuti tossici non vanno messi nel “sacco della roba da mandare al sud”, il ministro dell'istruzione pensa bene di dichiarare che il tunnel nel quale i neutrini sono stati lanciati (la distanza dal Cern al Gran Sasso è solo uno spazio virtuale utilizzato come unità di misura), è stato costruito in partecipazione con l’Italia e il Governo italiano.
Fatto questo piccolo riassuntino di quello che accade in questi giorni (politici) è giunto il momento di spendere due paroline sul benedettissimo decreto Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.”
il decreto ammazza – blog, che tanto a fatto discutere e che ha suscitato un'infinità di polemiche, verrà ridimensionato. É notizia di ieri ( a fine articolo ci sono i link da cui si può apprendere la notizia) che la protesta dell'enciclopedia libera wikipedia che ha scelto di eliminare per tre giorni le pagine in italiano e di tutti gli utenti della rete ha portato i nostri governanti a ritrattare le loro posizioni. Il bavaglio verrà applicato “solo” alle testate giornalistiche, quindi a coloro che di mestiere fanno i giornalisti. Per il momento un bel po' di gente, compresi ragazzini di 15 anni e compreso me, possono continuare a scrivere sui loro blog senza aver paura di sanzioni pecuniarie eccessive.
Per le intercettazioni telefoniche però non esiste nessuna modifica. Anzi, se si può, oltre ad aumentare le sanzioni che vanno dai 1.000€ ai 10.000€ i giornalisti si possono fare anche un po' di sano carcere (fino a 30 giorni).
Riassumendo le intercettazioni non possono essere pubblicate fino all'udienza filtro e qualora l'indagine venisse archiviata tutto rimarrebbe top secret.
É vietata anche solo la pubblicazione del contenuto “della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto”, quindi le intercettazioni non potranno mai più apparire in televisione o sui giornali o in rete.
Loro le chiamano “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.”
Noi potremmo chiamarla semplicemente censura.