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giovedì 3 ottobre 2013

La guerra dei bugiardi

Fortunatamente la rete da la possibilità di avere,qualora ce ne fosse bisogno, una controprova e, quando parla un politico, questa controprova è necessaria.
Letta, attuale presidente del Consiglio, non dorme la notte per avere la fiducia concessagli dal caro amico condannato Silvio Berlusconi, da lui stesso definito “un grande” e mente spudoratamente ai microfoni di un Fazio che in quel momento rappresenta tutto il servilismo mediatico che corre in soccorso dei propri padroni.
L’intervento dell’onorevole Villarosa, M5s, mette a nudo la pochezza della classe dirigenziale italiana.




p.s.: il governo aumenta l’IVA perché necessita di nuovi fondi per andare avanti ma dimentica di dire che ha abbonato 90 miliardi di € alle concessionarie delle slot machine!


lunedì 23 gennaio 2012

The man in green - Un vecchietto fuori controllo!


Mi domando se certe volte sia il caso di sprecare tempo e spazio sul blog per esprimere una mia personalissima opinione su un vecchietto che ogni giorno di più perde il senno e la ragione.
Credo sia il caso di farlo quando il vecchietto in questione è l'Umbertone nazionale.
Non pago delle figuracce dell’ultimo governo Berlusconi di cui era fido alleato e delle pessime figure della lega (ma del parlamento tutto) sulla questione dei tagli ai costi della politica, solo per citare alcuni fatti noti all'opinione pubblica, il senatur non conosce vergogna e prosegue a ruota libera senza che nessuno riesca a mettergli un freno. Le ultimissime giungono dal capoluogo lombardo.
Il carroccio scende in piazza agguerrito più che mai. Ma la litania è sempre la stessa e sa ormai di stantio, di vecchio come del resto gli slogan usati durante le manifestazioni: padania libera, padania indipendente, siamo pronti a fare la guerra, monti deve andare fuori dai coglioni, Roma ladrona, Roma fanculo e via discorrendo.
Fin qui tutto normale se non fosse per una semplice liaison che dura ormai da anni: Bossi e la Repubblica Italiana.
Senza dilungarci sulla questione di Roma ladrona che allo stesso tempo paga a lui e a tutti i suoi compari di verde vestiti un lauto stipendio ogni 27 del mese, mi soffermerei su una questione di fondamentale importanza che riguarda la lega e tutti gli altri partiti e a lorsignori porrei un semplice quesito: Chi ci ha condotti fin qui?
Il fato? Il destino? Il popolo italiano? I contadini? Gli studenti? Il comandante Schettino? Chi? Perché lamentarsi del governo tecnico se tutti voi ci avete portato li? Forse ora non serve più perché le “stangate” sono state date e quindi potete tornare al vostro posto?
Se l’Italia è sull’orlo del precipizio, è grazie a anni ed anni di mal governo culminati con l’ultimo governo Berlusconi in concomitanza con la lega.
Ergo scendere in piazza e manifestare contro Roma che ti fa da balia non è del tutto corretto.
Se non ci fosse Roma con i suoi bei palazzi del potere "the man in green" patirebbe la fame e andrebbe senz'altro a zappare la terra con suoi numerosi colleghi.
Ma ammesso che la padania venga “liberata” anche se in realtà nessuno la occupa, chi pagherebbe li stipendio da 16mila euro al mese al sig. Bossi? 

giovedì 12 gennaio 2012

Sosteniamo la camorra!


E pensare che Monti, nel giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi ha parlato di equità.
A quest’ora il deputato-indagato Nicola Cosentino, su cui pende un mandato d’arresto della direzione antimafia di Napoli per essere colluso con gli ambienti mafiosi casalesi, starà brindando assieme ai suoi colleghi per averla fatta franca.
Ebbene si. Anche questa volta un politico, addirittura sottosegretario all’economia durante l’ultimo governo Berlusconi, evita il carcere grazie all’immunità parlamentare. Quindi il concetto di equità di cui parlava il professor Monti è circoscritto solo alla “povera gente” che non ha né santi in paradiso né un posto da deputato alla camera.
La camera dei deputati, con voto segreto e chissà perché, ha negato la richiesta d’arresto con 309 voti contrari. Anche quello che offende il presidente della Repubblica Napolitano apostrofandolo con il vecchio, logoro e ormai stancante appellativo di terrone, che fa sempre la morale a questo o a quello, che è stufo di Roma ladrona ma non dei soldi che riceve dalla stessa città che lui denigra in continuazione, ha espresso parere contrario all’arresto. Guai a mettersi contro il padrone. E se poi capitasse ad uno dei suoi? Potrà sempre ricordargli quanti dei suoi sono stati salvati grazie anche all’aiuto leghista.
È forse questo il concetto.
Non potranno mai, salvo casi clamorosi, dare la possibilità alla magistratura di fare il proprio corso e di mettere le mani su un componente della cricca. Fa comodo a tutti. Evidentemente anche il resto del parlamento, o almeno coloro che si sono espressi in maniera contraria all’arresto, ha i propri interessi.
È il caso di riportare una frase del giudice Paolo Borsellino, vittima della mafia ma non solo, che è l’emblema di quello che è oggi la situazione attuale: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d'accordo".
Non servono altre parole per esprimere altri concetti.