martedì 24 maggio 2011

Bididi bodidi bù e il referendum non c'è più!

Che il referendum non andasse giù ad alcuni esponenti della classe politica lo si era capito da tempo ma che si votasse un decreto da convertire in legge per cancellare quel minimo di democrazia che ci è rimasta è veramente da politica italiana!
Parliamo del decreto omnibus del 31 marzo 2011 n. 34 costituito da 7 articoli.
Quello più interessante è l’articolo n.5 che recita:                
-Sospensione dell’efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 3 del 2010-
1.Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l’efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31.
2.In deroga a quanto disposto dal comma 1, la sospensione dell’efficacia non si applica alle disposizioni individuate nel medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione, costruzione ed esercizio del Parco tecnologico e del deposito nazionale.
Cosa vorrà mai significare?
In parole povere vuol dire rimandare il nucleare di un anno per acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare e quindi se non cancellare il referendum almeno eliminare il quesito riguardante l’abrogazione della legge sul nucleare.
Proprio perché ci sarà una sospensione e sottolineo sospensione e non una eliminazione della legge sul nucleare sarebbe inutile esprimere la propria preferenza quindi l’obiettivo è quello di eliminare il parere degli italiani.
Del resto una parte degli italiani, precisamente i sardi, si sono già espressi sul nucleare ed il messaggio è stato chiaro:il 98% dei votanti si è dichiarato contro. Un messaggio che preoccupa non poco la maggioranza.
Italiani che senza il quesito sul nucleare probabilmente sarebbero meno motivati ad andare a votare e quindi qualcuno festeggerebbe. E non poco proprio perché il voto del 12 e 13 giugno potrebbe segnare l’apertura delle aule dei tribunali per il premier che si sente minacciato dai sondaggi che darebbero il 60% degli italiani votanti al referendum.
Faranno di tutto per eliminare il referendum e per continuare in quella che poco tempo fa io stesso definii politica di regime.
Qualora la cassazione dovesse dare parere negativo e quindi non mutare il decreto in legge la sola cosa che ci rimane da fare è andare a votare in massa.
Ricordiamoci che almeno una tantum abbiamo la possibilità di scegliere.
Nel frattempo consiglio vivamente i lettori di andarsi a guardare:
decreto omnibus del 31 marzo 2011 n. 34  http://www.normattiva.it/dispatcher

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