lunedì 12 settembre 2011

Politici Italiani… Fora dai ball!!!!


Un dibattito del genere, a cui partecipano politici da una parte e gente informata dall’altra, non si vedeva da tempo. La trasmissione che ha ospitato questo dibattito è “Cominciamo bene” in onda sul terzo canale.
L’accaduto ha del sorprendente visto che non capita tutti i gironi di poter assistere a scambi di vedute e di battute così interessanti.
Come era lecito aspettarsi, l’argomento principale è la nuova manovra finanziaria che come al solito chiede sacrifici agli italiani, di come i politici fanno finta di tagliarsi gli stipendi per poi mantenerli sempre uguali, di quanti anni sono necessari per andare in pensione (sempre che ci si arrivi visto che gli anni aumentano sempre di più) e di come sono bravi i nostri politici ad amministrare il paese che sicuramente senza di loro andrebbe meglio ma loro, purtroppo, sono convinti del contrario.
Questione di punti di vista!!!
Si fanno statistiche, si snocciolano cifre su cifre ma alla fine la storia è sempre la stessa.
Argomenti scomodi che hanno turbato non poco l’animo di alcuni politici presenti in trasmissione.
In particolar modo il pidiellino Stracquadanio che prima sostiene che il popolo italiano che si è espresso all’ultimo referendum ha fatto “una cazzata” e poi, nel corso della puntata improvvisa teatrini invitando i suoi interlocutori ad accomodarsi al suo posto invitandoli a fare meglio.
Il più pacato Italo Bocchino, invece, dopo aver fatto capire agli spettatori in studio e al pubblico a casa che non ha alcuna intenzione di lasciare la poltrona in parlamento, nemmeno dopo la IV legislatura, si preoccupa del fatto che in studio ci siano troppe persone del movimento 5 stelle. Evidentemente è preoccupato di come la Rai, notoriamente amministrata dai partiti politici, possa permettere tutto ciò.
Collegato invece da Milano, l’onorevole Matteo Salvini, quello degli insulti razzisti ai napoletani che come premio ha ricevuto la carica di europarlamentare, che ci tiene a precisare che percepisce un solo stipendio nonostante ricopra due cariche, l’altra infatti, è di consigliere e che i dipendenti del comune di Milano lavorano. Stop.
Poi c’era la De Micheli, esponente del Pd che critica aspramente la finanziaria, che è una schifezza, che se si continua così fra pochi mesi avremo bisogno di un’altra manovra ecc.
Insomma, sempre il solito spettacolo che solo loro sanno offrirci.
Alla fine hanno detto le solite cose, hanno fatto le solite facce e come al solito non si è capito niente di quello che hanno detto.
Basta guardare questo video o i tanti altri che circolano in rete per rendersi conto che la classe politica italiana non è assolutamente all’altezza di poter governare un paese.
Questo non è populismo ma è la semplice realtà dei fatti.
Realtà che ci nascondono e tentano di insabbiare ma che pian piano esce fuori.

Per rivedere tutta la puntata:

giovedì 25 agosto 2011

... ma non chiamiamola censura!

A breve Max Laudadio, volto noto della televisione italiana, inviato di striscia la notizia, tg satirico in onda dopo il tg5 delle 20:00, potrà dire di avere qualcosa in comune con i vari Biagi, Luttazzi, Santoro, Guzzanti, Paolo Rossi ecc.
Cosa? Ma la censura ovviamente!
C’è una cosa positiva in tutta la faccenda. A differenza degli illustri colleghi, comici e giornalisti, questa volta la censura arriva non ad un programma televisivo ma ad uno radiofonico. Qual è la bella notizia? Che i nostri politici ascoltano anche la radio…
Le cose sono andate così:
Durante la trasmissione radiofonica “Attenda in linea” condotta proprio da Laudadio, personalmente apprezzato per il lavoro svolto a striscia, in onda su radio due, un ascoltatore è intervenuto in diretta ed ha affrontato la spinosa questione dei privilegi della casta sostenendo che è scandaloso che persone che guadagnano fior di quattrini possano sedersi a tavola e spendere solo 7 € per un filetto. Il povero Laudadio si lascia scappare una frase che farà infuriare i vertici del governo e quelli della Rai: “E’ folle. Se almeno ’sti delinquenti facessero il proprio lavoro, ma non lo fanno”.
E da qui apriti cielo. Il presidente del Senato Schifani è saltato dalla poltrona sostenendo che le cose dette dal malcapitato conduttore sono “epiteti ingiuriosi”. Qualcuno avrebbe tuonato che si stava facendo del servizio pubblico un uso criminoso ma fa lo stesso.
I politici non ci stanno a farsi sbugiardare dall’opinione pubblica e così si da il via alla censura.
Il messaggio di Schifani, che al momento fa le veci del suo capo, è estremamente chiaro: punire Laudadio.
È ovvio che la rai non si lascerà pregare difatti l’attuale direttore generare Lorenza Lei, che evidentemente vuole tenersi sulla stessa riga di illustri predecessori come Saccà e Cattaneo, annuncia di voler punire il programma.
Ma guai a parlare di censura!
Vi voglio lasciare con due frasi di due personaggi, ognuno a suo modo, illustre.
“Improntare il Giornale ad ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti”  Direttiva dell’ufficio stampa del governo Mussolini, 1931
“Oggi per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione.”   Indro Montanelli.

Occhio al parassita...

La breve pausa estiva si può dire terminata. A breve le località turistiche si svuoteranno e le persone torneranno in città con ritrovata energia ed un pizzico di malinconia che sempre accompagna il rientro dalle ferie. C’è chi tornerà al proprio lavoro e chi ai propri studi ma anche chi tornerà al dolce far niente e di certo non mi riferisco ai pensionati…
In questo periodo la nostra classe dirigenziale ha affrontato il tema della nuova manovra finanziaria, di come il governo del fare metterà le mani in tasca a tutti gli italiani e di come tutti i politici sono estremamente addolorati per quanto accadrà.
Guarda caso la televisione, proprio nel momento in cui si parla di finanziaria e di tagli  passa uno spot che invita a difendersi da questi parassiti.
Lo spot è chiaro e il messaggio è ancora più diretto: Fai attenzione all’evasore fiscale che vive sulle tue spalle e di conseguenza ti rovina la vita.
Di sicuro l’evasione fiscale va combattuta ed i parassiti eliminati ma ho l’impressione che qualcuno stia cercando di scatenare la guerra del povero per pararsi il culo.
Se pensi all’evasore fiscale magari ti viene in mente il tuo vicino di casa o il tuo collega, magari anche un parente un po’ antipatico oppure al medico che per una visita non rilascia fattura.
Ma la frase finale “chi vive a spese degli altri danneggia tutti” dovrebbe far riflettere. Chi è che vive a spese degli altri? Siamo sicuri che sia solo l’evasore fiscale? Credo proprio di no…
In questo periodo di tagli tutti i politici parlano di sacrifici ma attenzione: Non tutti sanno che mentre chiedono sudore e lacrime al popolo italiano, loro fanno finta di niente ed i costi della politica rimangono essenzialmente gli stessi eccetto qualche piccolo taglio del tutto marginale che serve solo ad apparire. Così loro continueranno a fare i loro comodi e noi continueremo a fare “buchi alla cintura”. Ma fino a quando tutto questo sarà possibile?
Al rientro dalle vacanze non farti prendere per i fondelli e fai sempre attenzione alle loro parole. Non credere a quello che ti dicono attraverso la televisione.  
Chi ti chiede di fare sacrifici è quasi sempre un parassita che mangia a spese degli altri.

lunedì 18 luglio 2011

The Italian Show!

Questo è il periodo in cui la stragrande maggioranza degli studenti universitari si appresta a sostenere gli esami per poter meglio trascorrere le tanto meritate vacanze estive.
 Quest’anno non farò parte della “stragrande maggioranza” visto che da imparare c’è veramente tanto ed io, in compagnia di un nutrito gruppetto di persone,  l’ho scoperto solo all’ultimo anno di corsi della specialistica.
Nel frattempo qualcosina ho letto e come al solito regna il casino di sempre.
A mò di distoriella cercherò di riassumere quest’ultimo mese.
Il ministro Brunetta se ne va in giro a chiacchierare ma non appena si imbatte in un gruppo di precari che di cose ne avrebbe da dire, si “mozzica” la lingua, perde la parola e scappa indignato da questa gente che lui definisce “l’Italia peggiore”. Nel frattempo il ministro decide di prender moglie e organizza il suo matrimonio a Ravello (SA) in piena Campania da lui steso definita un cancro per l’intera nazione insieme alla Calabria che, per il momento non è stata scherzosamente definita Calafrica. Ma da questa gente è lecito aspettarsi di tutto.
Il mese di luglio è il mese delle riforme economiche e finanziarie ed ecco spuntare Tremonti che per scherzare ovviamente, definisce un suo illustre collega (proprio Renato Brunetta) un cretino. E che ha detto di male? Ha esposto un idea che accomuna milioni di italiani…
Ma Giulio non finisce di stupire. Nella manovra finanziaria che metterà in ginocchio o a 90 gradi il paese, scegliete voi la posizione preferita, il buon ministro introduce un codicillo che salva o quantomeno para il sedere al grande capo per la questione del risarcimento Mondadori di 560milioni di euro alla CIR di De Benedetti. Si dirà che è una norma che farà bene agli italiani ma per il momento fa bene ad una sola persona… ma guai a parlare di conflitto di interessi.
Il buon Giulio però pare sia un tantino “corto di braccia” e non paga l’abitazione nella quale risiede. Il valore dell’abitazione lui non lo conosce ma i magistrati di Napoli si: 8500 euro al mese pagati dal suo ex consigliere Milanese. Giulio Giulio… sei il ministro dell’economia… certe cose le dovresti sapere…
Sul centro sinistra niente da dire, non pervenuto. Come al solito…
E poi c’è Silvio. Lui non può mancare.
Si indaga sulla P4 e come al solito spunta fuori qualche esponente del PDL. Papa. Il premier decide di salvarlo come ha fatto con i precedenti (vedi Cosentino, Dell’Utri, Previti, Berruti ecc…)ma non ha fatto i conti con la Lega di quelli che lo hanno duro sempre e comunque, come l’Umbertone nazionale che, quando si parla di diminuzione degli stipendi dei parlamentari si dice sicuro che i “suoi” accetterebbero tale riduzione ma, si sa, la vecchiaia è una brutta bestia, infatti la Lega Nord ha sempre votato contro la riduzione degli stipendi e poi quando si affronta l’argomento Papa  prima dice no all’arresto ma poi ritratta il suo pensiero e dice si… Spero solo che nel rincoglionimento generale non abbia capito che quello da arrestare è il Papa, quello che ha sede in Vaticano….


lunedì 13 giugno 2011

Cambiare si può

57% di affluenza alle urne con il 94% di voti a favore del SI.
Il risultato della tornata referendaria sancisce la volontà degli italiani di voler tenere ancora in vita quel che rimane della democrazia. Non è un voto contro il capo del governo, che pare ritenga il bunga bunga d’importanza primaria, anche se adesso le opposizioni si appelleranno al voto per tentare si scalzare il capo, ma un voto contro la concreta possibilità di tornare indietro di 30 anni con il nucleare (tecnologia vecchia e pericolosa ma evidentemente molto vantaggiosa a livello economico), contro la privatizzazione di un bene comune come l’acqua (provate solo ad immaginare quanti politici e “parenti di” o “amici di” comincerebbero a far parte dei consigli di amministrazione delle società che gestiscono l’acqua) e contro il non essere tutti uguali davanti alla legge ( ma alla fine ad usufruire di tali vantaggi sembra essere una sola persona).
Il risultato raggiunto è indice di cambiamento.
Un referendum molto pubblicizzato sul web e molto poco pubblicizzato dalle televisioni e da alcuni organi di stampa che, come al solito, sono manipolati da coloro che necessitano dell’ignoranza della popolazione.
Vota si per dire no, non è sicuro che il referendum ci sia, sospendiamo la legge sul nucleare per cancellare il quesito, i ricorsi in cassazione fino a tre giorni prima del voto e via discorrendo.
Ma nemmeno questa volta gli è andata bene. Nonostante la “bella domenica di mare” gli italiani hanno ritenuto opportuno far sentire la propria voce dato che le occasioni per farla sentire sono veramente poche.
Alla fine non sono riusciti a tapparci la bocca. Si, non ci sono riusciti. Ci hanno provato in tutti i modi ma alla fine quel minimo di democrazia ha prevalso.
C’è da festeggiare perché l’Italia si è espressa per il bene della propria nazione e per il bene del proprio futuro e fa niente se qualcuno ha preferito stare alla larga dai seggi. L’importante è aver mandato un chiaro messaggio a coloro che gli interessi del popolo non sanno dove stiano di casa ma guardano solo al proprio conto in banca:
Qui dal basso non siamo stupidi come qualcuno si augura.

lunedì 30 maggio 2011

Napoli e Milano cancellano silvio

I dati dei ballottaggi di Napoli e Milano sono chiari:

NAPOLI
De Magistris (IDV) 235.933 voti con il 65,20% di preferenze
Lettieri (PDL) 125.875 voti con il 34,79% di preferenze
Su un totale di 800 seggi scrutinati su 886

MILANO
Pisapia (PD) 359.303 con il 55,12% di preferenze
Moratti (PDL) 292.439 con il 44,87% di preferenze
Su un totale di 1.231 seggi su 1.251

A cosa si appelleranno gli esponenti del centro-destra dopo questa sonora sconfitta?
Fino ad un mese fa nemmeno il più ottimista avrebbe pensato ad un epilogo del genere, il centro-destra è stato letteralmente cancellato, grazie soprattutto ai comportamenti del suo maggiore esponente.
Alla fine le prostitute, le nipotine, il bunga bunga, i cortigiani, i mafiosi e tutta la banda con lui a capo hanno influito tantissimo sul voto finale.
Era impensabile che nel cuore del PDL Pisapia potesse vincere in maniera così ampia ma lo era ancor di più la vittoria di De Magistris a Napoli dopo tutto quello che il centro-sinistra non è riuscito a fare. Vittorie inaspettate che mettono in seria difficoltà la maggioranza che ha sempre sbandierato ai quattro venti il fatto che l’Italia tutta era con loro, che il 70-80% della popolazione preferiva Berlusconi.
È evidente che le campagne elettorali basate su argomenti di una bassezza atroce quali denigrare l’avversario cercando sempre di metterlo in cattiva luce vedi le offese di Moratti a Pisapia: “sei un ladro di macchine” e quelle di Lettieri a De Magistris: “ è lui il mandante morale di questo atto di violenza” (si riferisce all’incendio divampato in una sede del comitato elettorale del PDL) o come i cartelli spuntati per tutta Napoli con su scritto: “con De Magistris il San Paolo (stadio) non ci sarà più” non hanno prodotto il risultato sperato.
A Napoli poi il cavaliere ha cercato in tutti i modi di sbaragliare la concorrenza e per questo si è affidato non ad un vero progetto politico ma al cantante più amato del momento, D’Alessio; Non ad una persona che realmente potesse muovere qualcosa nell’animo dei napoletani ma alle sue promesse di non comprare Hamsik (giocatore del Napoli).
Ha tentato anche la via della minaccia: “se i napoletani non votano Lettieri allora vorrà dire che non manderò più l’esercito a prendere la spazzatura”.
È evidente che il premier ha preso i napoletani per ignoranti.
Il popolo napoletano ha risposto forte e chiaro: di ignorante qui ce n’è uno solo!